Conoscere il proprio territorio
In quanti conosciamo la zona di Breganze? Ad essere sincero, pure io, da Veneto, ho avuto occasione solo di recente di avvicinarmi a questa area vitivinicola per la prima volta. Quante volte pur avendolo a disposizione ci soffermiamo su ciò che offre il nostro territorio di origine?
Ho la fortuna di vivere in una regione ricca dal punto di vista enologico e mi piace dare voce anche a realtà minori e preziose da approfondire. Breganze è una di queste zone, e conoscere più da vicino questo territorio è stata per me fonte di ricerca e ricchezza culturale.
Breganze, splendore tra i colli
Breganze è un comune popolato da pochissimi abitanti, collocato nella pedemontana vicentina. Quando vi addentrate in questo territorio, è impossibile non rimanere affascinati dalle numerose colline verdi vitate, unite agli ulivi e agli altri alberi da frutto. Un concentrato di ricchezza e fertilità.
Due vitigni caratterizzano la produzione locale: il Vespaiolo e il Groppello. Sin dal ‘600 queste varietà hanno destato interesse e riconoscimenti, e ad oggi i vini prodotti a partire da queste uve sono molto apprezzabili. La Vespaiola, in particolare, ha dato origine al vino più stimato da queste parti, ovvero il passito Torcolato. Nel corso delle varie degustazioni tuttavia, mi sono reso conto che il potenziale di questo vitigno va anche oltre: ho infatti potuto apprezzare alcune versioni spumanti e ferme davvero interessanti, dove la Vespaiola emerge sempre con un discreto carattere.

Sarà che la visita coincide a pochi giorni dalla vendemmia, ma il paesaggio che ho trovato è davvero suggestivo ed emozionante. Oltre al panorama vitato e rigoglioso, anche una diffusa biodiversità, indice indiscusso di qualità ambientale.
Qui i terreni sono soprattutto vulcanici, caratteristica che si esprime con una bellissima mineralità nei vini. Ma sono anche vini di buona struttura, acidità e corpo, soprattutto per quanto riguarda i rossi.

La forza della tradizione
Qui a Breganze il vino si fa ancora un po’ alla vecchia maniera. Sicuramente con tecnologie più avanzate ma con meno ricerca dell’avanguardia o dei “numeri”. I vini prodotti rispecchiano a pieno il proprio territorio, senza ricerche di sapori sofisticati o moderni. Non ce n’è bisogno. Persino un vino ottenuto da un vitigno rustico come il Groppello è in grado di esprimersi con una bella armonia e piacevolezza nel calice, pur mantenendo la sua natura “rude”.

Anche l’accoglienza è vecchio stampo: il cliente non è solo un compratore, ma quasi un vecchio amico che viene a far visita, e come tale deve essere accolto. Tutti i vini che ho degustato sono stati accompagnati quindi da squisite golosità locali, e raccontati non solo con dettagli tecnici. A rendere ulteriormente viva l’esperienza erano infatti soprattutto i dettagli storici, gli aneddoti e via dicendo.
Tradizione anche per le attrazioni folkloristiche. Sono ben due gli eventi significativi della zona: la Prima del Torcolato, con incluse cerimonia di torchiatura dei grappoli appassiti in piazza e degustazioni nelle cantine con visita ai fruttai. E la più estiva Vespaiolona, la notte bianca all’insegna del buon vino locale e di altre eccellenze gastronomiche proposte dalle cantine.
Insomma un vero concentrato di prelibatezze, identità territoriale e spirito di festa.
3 aziende da non perdere
Se siete intenzionati a venire da queste parti, non posso quindi non segnalarvi le tre aziende che mi hanno accolto e fatto conoscere questo splendido territorio Vi consiglio quindi:
- Azienda Cà Biasi, collocata in un uno dei punti più panoramici di Breganze, vi accoglierà nella vecchia cucina della tenuta, dove degusterete i vini in un lungo tavolo. Io l’ho condiviso con altri ospiti di passaggio, ed è stato uno spasso sentire altre storie che si intrecciavano in un’atmosfera familiare e conviviale! I loro prodotti sono soprattutto fedeli alla tradizione, ma con qualche spunto di freschezza nella bollicina “33%” e nei bianchi fermi.
- Azienda Vitacchio Emilio, il cui Groppello mi piace da morire! Qui si respira ancora di più il legame con la tradizione, sia nella conduzione in cantina che nello stampo dei vini. Il suo Torcolato, in particolare, è considerato dai colleghi, il migliore della zona. Eccellenti anche i salumi di produzione propria.
- Azienda Col Dovigo, di stampo più giovane e moderno, ma sempre fedele alla tradizione locale. Sala degustazione ampia e accogliente, nei loro vini l’interpretazione dei vitigni locali consente di coglierne tutto il potenziale, soprattutto quello della Vespaiola in purezza.
Insomma un piccolo paradiso della mia regione che merita un po’ di attenzione…E ora pronti per il primo appuntamento di Gennaio 2020 con la prossima edizione della Prima del Torcolato!
AM