Il vino sa sorprendere

Fattoria Mancini produce un Pinot Nero vinificato in bianco chiamato Impero. E ve lo dico così, diretto come un treno, perché questo vino bevuto l’altra sera ha rimesso in discussione parecchie certezze.

Cosa sappiamo davvero di questo vitigno? Forse tutto, forse niente. Eppure, trovarmi con un calice in mano a discuterne con amici mi ha ricordato quanto il vino sappia trasportare altrove, stimolare, sorprendere.

Se già le sfumature di un Pinot Nero vinificato in rosso sono molteplici, immaginate cosa può succedere quando viene vinificato in bianco.

Fattoria Mancini con il Pinot Nero ha un legame profondo: gli dedica più di un’etichetta, lo esplora, lo interpreta. E per quanto possa sembrare insolito, questa azienda si trova nelle Marche, a due passi da Fano, in un angolo di Adriatico dove il Pinot Nero è protagonista. Forse non il primo posto che mi sarebbe venuto in mente parlando di questo vitigno in Italia, e proprio per questo che la voglia di saperne di più è tanta.

Focara

È sempre importante definire il terroir di appartenenza di ogni singolo vino. In questo caso mi incuriosiscono molto gli aspetti pedoclimatici visto che siamo in centro Italia e ti aspetti un clima più caldo e sai che il Pinot nero predilige climi più freschi.

Questa particolare zona diventa quindi vocata per il Pinot nero perché? Anzitutto grazie all’importante influenza marina esercitata dall’Adriatico, le cui brezze sono costanti e creano adeguate escursioni termiche. La costante ventilazione garantisce che non si verifichino eccessi di umidità o calore, che sarebbero pericolosi per il Pinot nero. Una ragionata esposizione poi a nord-est favorisce ulteriormente la qualità di maturazione.

Non dimentichiamoci del terreno, in questo caso caratterizzato da un’impronta sabbiosa-calcarea e argillosa di origine marina, che conferisce spiccata mineralità e freschezza ai vini.

Non è un caso che il Pinot Nero si sia insediato qui già in epoca napoleonica, trovando nel tempo la sua identità in quello che potremmo definire un vero e proprio cru.

Fattoria Mancini, di proprietà della famiglia dal 1861, dal 1998 vinifica in bianco il Pinot Nero, dando vita a Impero che è tutto fuorché scontato.

Un vino che ti fa ripensare alle tue certezze, e che ti invita a guardare un vitigno iconico da un’angolazione nuova.
E chissà, magari anche a cercarne di nuove.

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Il vino 

E poi c’è l’approccio produttivo, altrettanto interessante.

Le uve vengono raccolte a mano e refrigerate direttamente in vigna, grazie a celle mobili: un’attenzione che permette di preservare la freschezza aromatica ed evitare ossidazioni. La pressatura soffice delle uve intere a 9 °C evita la rottura delle bucce, limitando così il rilascio di tannini e pigmenti. Questo è ciò che permette al Pinot Nero di non diventare rosa o ramato, ma di restare un bianco limpido, raffinato, dal profilo fresco e floreale, senza eccessi di frutto rosso o speziatura.

Segue fermentazione e malolattica in barrique, e poi affinamento sulle fecce fini per 12 mesi, sempre in barrique. Un percorso che conferisce struttura e complessità, pur mantenendo equilibrio.

Il risultato nel calice? Un vino fine, fresco, elegante. Al naso emergono note burrose, lievi tostature, sfumature erbacee riconducibili alla malolattica. Il legno è presente ma misurato, e dà nobiltà al sorso. Al palato è fresco ma avvolgente, con una sensazione cremosa che stupisce per un bianco ottenuto da Pinot Nero.

Lo degustiamo giovane, ma si intuisce che ha potenziale evolutivo: sarebbe interessante seguirlo negli anni, vederne i cambiamenti, scoprirne i lati più profondi.

Sono felice di aver scoperto questa piccola chicca. Ma soprattutto di essermi ricordato, ancora una volta, quanto il Pinot Nero sia un vitigno nobile, versatile e capace di raccontare sempre nuove storie.

Alla prossima!