Fragranza in calice

La prima volta che ho assaggiato un calice di Lambrusco della cantina La Battagliola, me ne sono innamorato subito. La sua fragranza esplosiva appena stappata la bottiglia e versato il vino nel calice, mi ha conquistato dal primo sorso, e ho deciso che valeva la pena parlarvene in un articolo.

Essendo uno dei pochi Lambrusco che ho assaggiato finora, la curiosità mi ha spinto a documentarmi maggiormente su questo vino (e vitigno). Quindi condivido con voi qualche curiosità prima di presentarvi quello di La Battagliola.

Il Lambrusco: perché berlo?

Studiando le tecniche di abbinamento cibo-vino, è uno dei più immediati abbinamenti a cui si pensa: un calice di Lambrusco e un tagliere di gustosi salumi. Entrambi ci fanno venire gli occhietti a cuore! Ma perché bere con un piatto di salumi dovremmo bere un calice di vino frizzante e amabile? Oggi il Lambrusco è un vino che arriva a tutti, facile, immediato e beverino, per cui quale occasione più conviviale di un buon calice e qualche salume stuzzicante?

In realtà le origini di questo vino ci raccontano che un tempo venisse prodotto in maniera abbastanza….artigianale. Veniva infatti imbottigliato nel periodo primaverile, fatto rifermentare in bottiglia e senza eliminare i lieviti successivamente. Il vino sviluppava quindi il fondo, e se chiedete ai vostri nonni vi racconteranno tutti che il Lambrusco era un vino secco, dal temperamento robusto che sporcava il bicchiere. Persino la sua origine era…selvatica! In origine infatti venne identificata la vite labrusca come una vite nata spontaneamente dal seme, e solo più avanti si cominciò ad approfondirla e parlare di vitigno Lambrusca.

Oggi, a seguito di un processo di larga diffusione e distribuzione di questo vino, il processo di vinificazione ha subito netti miglioramenti, mentre la sua versione più conosciuta e apprezzata è quella abboccata. Ciononostante rimane un vino quotidiano, di piacevole beva e adatto alle occasioni più informali. E non ci stanno bene a volte quei vini piacevoli da bere per la loro freschezza e fragranza senza tanti fronzoli?

La domanda è se tuttavia è possibile trovare la qualità in un vino (apparentemente) così semplice. Assaggiando un calice di La Battagliola mi sono risposto: sì!

La Battagliola e il suo Grasparossa

Se fossimo in Veneto, a sentire Grasparossa ci verrebbe in mente una…grappa rossa! Invece Grasparossa ha a che fare con una varietà di Lambrusco, la più diffusa, che ad oggi rientra nella composizione della omonima DOC. Lo si colloca principalmente nel modenese e, in particolare, a Castelvetro, dove infatti è più conosciuto come Lambrusco di Castelvetro.

Oltre al Grasparossa, le varietà principali di questo vitigno sono il Salamino, il Sorbara e il Maestri e il Marani.

La Battagliola oggi è il nome di un’azienda, ma è soprattutto il nome di un bel podere trasmesso dalla madre al figlio, Alberto Salvadori, nonché l’inizio di una nuova bella storia. Produrre Lambrusco Grasparossa di qualità era senz’altro un grande obiettivo di La Battagliola , ed ad oggi direi che ci sono proprio riusciti bene.

Ho avuto l’occasione di assaggiare il loro Dosage 15 e me ne sono innamorato. Fragranza, vinosità, tanto frutto e in bocca un’esplosione cremosa e vivace dove un pizzico di acidità completa l’ottima struttura di questo vino. Tutte le qualità organolettiche che dovrebbe avere un buon calice di Grasparossa si trovano in questa proposta di La Battagliola e ad ogni sorso non vedo l’ora di berne un altro! Un calice curato, semplice ma con la sua personalità, che mi richiama molto un’immagine conviviale nonché la classica bottiglia che apri con famiglia e amici, per regalarsi quel qualcosa in più pur senza tante pretese. Che bello che è questo Lambrusco!

Quando aprirlo?

In aperitivo, insieme a pucce calde o piadine farcite, taglieri di salumi ma anche qualche primo piatto.

Alla prossima!

Lambrusco di Grasparossa azienda La Battagliola

calice di labrusco di Grasparossa azienda La Battagliola

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