Prima volta in Francia
Oggi parliamo della cantina protagonista di questo nuovo articolo: Aimé Stentz. Per me è un doppio piacere. Da una parte perché si tratta di una realtà valida da raccontare, dall’altra perché mi riporta al fantastico viaggio da poco concluso in Alsazia.
Per la prima volta in assoluto ho visitato la Francia, meta affascinante per i suoi aspetti culturali e artistici, nonché culinari, e naturalmente ambitissima per le sue zone vitivinicole.
L’Alsazia è una regione molto gettonata nel periodo natalizio, quando si trasforma in un luogo quasi fiabesco grazie ai suoi mercatini e ai paesini con le caratteristiche casette colorate. Ma non delude affatto neanche in estate.
Le infinite distese di vigneti, verdi e rigogliosi e quasi pronti alla vendemmia, aprono il cuore lungo la storica Route des Vins. Le colline vitate alternano rilievi più dolci ad altri più ripidi, creando condizioni pedoclimatiche eccezionali per la produzione di vini di qualità. Qui nascono soprattutto varietà a bacca bianca come Riesling, Gewürztraminer, Pinot Gris e Muscat, senza dimenticare una crescente produzione di Pinot Noir.
Ed è proprio percorrendo un tratto della Route des Vins che si arriva a Wettolsheim, vicino a Colmar, per conoscere da vicino Aimé Stentz.
Aimé Stentz – Clos du Vicus Romanus
Consigliato da un amico, ho raggiunto la cantina dove mi ha accolto Jocelyne, moglie dell’attuale proprietario, affiancata dal figlio Marc che rappresenta la nuova generazione.
Sulla parete esterna spicca la scritta Clos du Vicus Romanus. Scopro poi che fa riferimento al ritrovamento di antichi resti romani durante uno scavo per nuovi impianti: un reperto unico che l’azienda custodisce con orgoglio. Il vigneto si trova inoltre in una posizione sopraelevata che regala un panorama spettacolare.

Filosofia e produzione
Aimé Stentz è una cantina familiare appartenente ai Vignerons Indépendants. Con 14 ettari vitati condotti in biologico certificato dal 2010, produce circa 80.000 bottiglie l’anno.
Accanto alle etichette più immediate e di facile beva, la gamma comprende anche i prestigiosi Grand Cru e una piccola ma significativa produzione di Sélection de Grains Nobles (SGN), vini dolci da uve botritizzate.
I vini bianchi sono per lo più vinificati e affinati in acciaio o vetrocemento, per preservare freschezza e purezza aromatica. Alcune referenze evolvono invece in botti di legno, per arricchirsi di complessità.
Le mie preferenze
Ho degustato molte etichette durante la visita, ma alcuni vini mi hanno colpito in modo particolare.
Crémant d’Alsace “Équinoxe”
L’Alsazia è tra le zone più rinomate per la produzione di Crémant d’Alsace, spumanti metodo classico. In questo caso si tratta di una cuvée 50% Pinot Blanc e 50% Pinot Noir, affinata per almeno 36 mesi sui lieviti.
Al naso offre note di crosta di pane, mandorla, fiori e piccoli frutti rossi, con una leggera tostatura. Al palato è asciutto, con bollicina fine e buona persistenza: perfetto sia come aperitivo che a tutto pasto.

Cuvée Amatus 2020
Bianco da 50% Pinot Gris e 50% Pinot Blanc, affinato per almeno 12 mesi in barrique usate.
Al naso si presenta intrigante, con note di frutta gialla matura, cera d’api e accenni burrosi, bilanciati da un tocco minerale e fresco. In bocca è ricco, strutturato e armonico, ideale per piatti più elaborati.

Gewürztraminer Grand Cru Steingrübler 2021
Non sempre amo il Gewürztraminer, ma questa etichetta mi ha conquistato. L’aromaticità è intensa ma raffinata: frutta e fiori evolvono con garbo nel calice. Al palato è corposo ma sorretto da un’acidità equilibrante. Annata giovane ma con grande potenziale di evoluzione.

Pinot Noir “Résonance” & Rouge d’Alsace Hengst 2023
Due Pinot Noir che raccontano bene il potenziale di questo vitigno in Alsazia.
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Résonance rappresenta un livello intermedio, con profumi di amarena matura e spezie delicate. Fresco, equilibrato, con buona acidità. L’ho persino abbinato con successo (e sorpresa!) alle ostriche.
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Rouge d’Alsace Hengst proviene da un vigneto Grand Cru, anche se ufficialmente la denominazione Grand Cru in Alsazia riguarda solo i bianchi. Dal 2020 si discute se estendere il riconoscimento anche ai rossi, e vini come questo ne dimostrano la validità. È complesso e profondo: frutta rossa matura, note di cuoio, terra e sottobosco. Al palato austero, di spessore, destinato a lungo affinamento.
Sélection de Grains Nobles -Muscat 2018
Tutti i SGN di Aimé Stentz meritano attenzione, ma il Muscat è stato per me indimenticabile.
Profumi ampi ed eleganti: scorza d’arancia candita, cedro, frutta disidratata (albicocca, dattero), accenni minerali e quella nota leggermente cinerea tipica della botrite. In bocca è un nettare: dolce ma equilibrato, fresco, lunghissimo e di grande fascino.

Conclusione
Grazie Alsazia, e grazie ad Aimé Stentz per avermi fatto scoprire una realtà sorprendente, portando a casa nuove emozioni e scoperte nel calice.

