Abbinamento libro-vino: Medioevo Proibito di Daniela Tendone e l’Abbazia di Novacella

In questo nuovo appuntamento della rubrica Abbinamento libro-vino parliamo di Medioevo, a partire dalla recente lettura di Medioevo Proibito di Daniela Tendone, per arrivare a una realtà straordinaria per qualunque appassionato di vino e storia: l’Abbazia di Novacella.

Il libro: un Medioevo meno “buio” di quanto immaginiamo

Medioevo Proibito è un piccolo viaggio all’interno di una delle epoche più stereotipate della storia, spesso descritta come oscura e immobile. Daniela Tendone riesce invece a renderla accessibile, dinamica e a tratti anche divertente, raccontando episodi curiosi e comportamenti quotidiani che aiutano a comprendere meglio la società medievale.

Attraverso aneddoti e riferimenti alle penitenze raccolte nei penitenziali — fra tutti il più citato quello di Burcardo di Worms — talvolta severe, altre più “negoziabili”, emerge una riflessione semplice ma interessante: le epoche cambiano, ma gli esseri umani restano sorprendentemente simili. C’erano, allora come oggi, persone più devote e rispettose delle regole e altre più trasgressive, più indulgenti verso sé stesse e meno attente ai precetti.

È interessante anche pensare a come oggi molti di quei comportamenti, e le relative punizioni, ci sembrino lontani anni luce. Eppure, nonostante il progresso, anche la nostra società presenta le proprie criticità e i propri codici impliciti. Non abbiamo più i penitenziali, ma continuiamo a costruire sistemi di giudizio, forme di pressione sociale e norme non scritte che definiscono ciò che è accettabile e ciò che non lo è. Cambiano gli strumenti, ma resta la tendenza umana a stabilire regole, a trasgredirle e a confrontarsi con le conseguenze.

Il libro funziona proprio per questo equilibrio: è piacevole e scorrevole, ma allo stesso tempo invita a riflettere su come le società si trasformano nel tempo. Non si limita a una sequenza di eventi storici, ma racconta una società viva, fatta di abitudini, contraddizioni e stili di vita. Ne esce un Medioevo più umano, meno distante e decisamente più interessante.

L’abbinamento: l’Abbazia di Novacella

Pensando a un abbinamento enologico che potesse dialogare con il contenuto del libro, mi è venuta subito in mente l’Abbazia di Novacella. L’Abbazia fu fondata nel 1142 dal vescovo Hartmann di Bressanone insieme ai canonici agostiniani. Situata a pochi chilometri da Bressanone, rappresenta uno dei complessi monastici più antichi del Tirolo e ha attraversato secoli di storia mantenendo un forte legame con il territorio e con la produzione agricola, in particolare quella vitivinicola.

È uno dei luoghi più suggestivi che abbia mai visitato. Gli spazi esterni sono circondati da un confortevole panorama, e riflettono tutta la cura e il rispetto di chi se ne occupa. Ma sono altrettanto suggestivi gli spazi interni, che narrano secoli di storia restituendo una sensazione di continuità tra passato e presente, tra cultura, spiritualità e vita quotidiana.
Ricordo ancora ad esempio lo stupore provato entrando per la prima volta nella biblioteca barocca: avvolto da quella moltitudine di volumi mi sono sentito piccolo, di fronte a tutto quel sapere accumulato nei secoli che sembra quasi abbracciarti.

Una realtà vitivinicola legata al territorio

Dal punto di vista enologico, l’Abbazia di Novacella è una delle realtà più interessanti dell’Alto Adige. I vigneti si estendono principalmente nella Valle Isarco, caratterizzata da altitudini elevate, forti escursioni termiche e suoli di origine morenica e alluvionale. Queste condizioni favoriscono vini di grande freschezza, verticalità e precisione aromatica.

La produzione comprende sia vini della Valle Isarco sia quelli provenienti da appezzamenti più a sud, che si esprimono in uno stile particolarmente identitario, fatto di acidità vibrante e profili aromatici eleganti. Il passaggio a una produzione più orientata alla qualità si ha proprio con l’acquisizione di alcuni vigneti esposti a sud-ovest e la costruzione della tenuta Mariaheim, nel 1630.

Tra le linee più rappresentative c’è la “Praepositus” (Prepositus), che identifica alcune selezioni più importanti della cantina. Si tratta di vini che uniscono struttura e finezza, mantenendo sempre una forte impronta territoriale, dotati anche di longevità. In particolare, fra i più raffinati troviamo Pinot Nero e Riesling, i quali mostrano grande equilibrio tra maturità del frutto, tensione acida e capacità evolutiva.

I vini dell’Abbazia di Novacella possono essere degustati con comodità nell’osteria adiacente, la Stiftskeller, tappa obbligata dopo la visita ai luoghi storici dell’abbazia.

Il senso dell’abbinamento

L’abbinamento tra Medioevo Proibito e l’Abbazia di Novacella nasce quindi non tanto da un singolo vino, ma da una suggestione più ampia. Da un lato un libro che racconta il Medioevo attraverso la vita quotidiana; dall’altro un luogo che quel Medioevo lo ha attraversato davvero, continuando a vivere fino a oggi e trasformandosi in una realtà vitivinicola di riferimento.

Entrambi invitano a guardare alla storia non come qualcosa di statico e lontano, ma come un filo continuo che collega epoche diverse.

E sfogliando le pagine di Medioevo Proibito, ci imbattiamo anche in curiosità legate al consumo di vino, perfette per chi, come noi, ama storia e bicchieri ben pieni. Se a questo punto siete curiosi di scoprire questi ed altri aneddoti, vi consiglio di immergervi nelle pagine di questo libro!





Credit foto:
– foto di intestazione: copertina libro “Medioevo Proibito” di Daniela Tendone e dettaglio di un affresco dell’Abbazia di Novacella.
– altre foto presenti: scatti personali fatti all’esterno dell’Abbazia di Novacella. 1

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