Suggestioni di Settembre

In un recente post ho condiviso le suggestioni che il Corpinnat Memòria di cantina Can Descregut mi hanno lasciato dopo l’assaggio di questo spumante metodo classico.

Si tratta di un assaggio molto interessante. Ottenuto a partire da uve di Xarel-lo e Macabeu (65 e 25% rispettivamente) coltivate secondo regime biodinamico e vendemmiate manualmente, è un vino che sosta sui lieviti almeno 60 mesi.

Offre sentori di pesca candita, agrumi, note floreali abbastanza intense, mentre al palato lascia la piacevolezza della crosta di pane e sul finale una punta quasi dolce nonostante si tratti di uno spumante non dosato e quindi secco.

L’ho definito un calice perfetto da scoprire in questa stagione di transizione, il classico vino un po’ più sull’ “evocativo”, da gustare lentamente in compagnia ma anche in solitudine, raccogliendo energie, stimoli e nuove ispirazioni per una nuova stagione in divenire.

Trattandosi tuttavia di un “Corpinnat”, ne approfitto di fare un breve articolo per approfondire questa categoria di vini prodotti nella zona del Penedès insieme ai più conosciuti Cava.

Corpinnat VS Cava

Cava

Come tante grandi innovazioni, anche il Cava nasce in un contesto storico di grande fermento: siamo intorno alla seconda metà del XIX secolo quando alcuni primi produttori lungimiranti e ispirati ai vicini francesi iniziano a studiare le tecniche di spumantizzazione per portarle in terra catalana. Quale è stato in seguito il percorso?

Abbiamo sentito questa storia ormai milioni di volte, ma non si può non citare, la maledetta fillossera che nella seconda metà dell’Ottocento scombussolò gli equilibri della viticoltura mondiale, dando al tempo stesso anche la spinta a molti produttori di ripartire con nuove intuizioni. Nel Penedès ad esempio, zona storicamente vitata prevalentemente a bacca rossa, avvenne una progressiva riconversione in favore di varietà a bacca bianca adatte alla produzione di spumanti.

Ma la storia del Cava era iniziata già da qualche anno. Il 1872 è l’anno in cui infatti Josep Raventòs, proprietario della storica Codorniu, realizza uno dei primi spumanti con rifermentazione in bottiglia impiegando uve locali di prorietà. Negli anni a venire, la storia sarà invece consolidata dal figlio Manuel, con la definitiva scelta delle uve Xarel-lo, Macabeu e Parellada come varietà di riferimento per la produzione del Cava, ciascuna col proprio contribuito e peculiarità.

Perché proprio il Penedès?

L’area del Penedès è ideale: il clima è mediterraneo e permette buona maturazione delle uve, ma l’aspetto interessante è dato dalla varietà di altitudini. Il Penedès si snoda infatti tra il Mar Mediterraneo e l’entroterra, arrivando anche a diverse centinaia di metri di altitudine, al punto che si può suddividere idealmente la regione in Baix Penedès e Alt Penedès.

Cava, fu il termine successivamente assegnato a questi spumanti, e dal 1986 ha ottenuto il riconoscimento DOP, imponendosi con successo nel mercato globale e divenendo uno degli spumanti più diffusi (nonostante ad oggi ci siano dei segnali di crisi come descritto in questo articolo ).

Corpinnat

E quindi se in etichetta troviamo scritto Corpinnat e sappiamo che si tratta di un metodo classico prodotto in Catalogna stiamo parlando sempre di “Cava”? Diciamo “ni”.

Corpinnat è un marchio profondamente voluto da alcuni storici produttori per prendere posizione verso la crescente “industrializzazione” del Cava, divenuto, come dicevo, uno degli spumanti più venduti al mondo. Secondo questi produttori, vi erano disciplinari di produzione troppo poco restrittivi e il desiderio collettivo era quello di pretendere degli standard più elevati per valorizzare la qualità e il potenziale che un vino prodotto in questa regione poteva garantire.

Corpinnat significa “nato nel cuore del Penedès”, e la “scissione” definitiva dal Consorzio Cava è avvenuto nel 2019. Quindi sì, ci troviamo nella stessa area geografica, impieghiamo (quasi) gli stessi vitigni, ma no, ufficialmente distinguiamo Cava e Corpinnat. Quali sono stati pertanto i provvedimenti?


Anzitutto delimitare l’area di produzione, circoscritta a confini più ristretti. Si parte sempre dalle uve locali Xarel-lo, Macabeu e Parellada, senza ammettere varietà internazionali, che devono provenire da viticoltura biologica ceritificata ed essere vendemmiate manualmente. Cambia anche il tempo di affinamento minimo richiesto sui lieviti: 18 mesi anziché i 9 del Cava.
Ad oggi Corpinnat non è una DO riconosciuta ufficialmente, bensì un marchio privato.

Can Descregut

Tornando alla bottiglia che mi ha ispirato approfondimento rispetto a questo argomento, due parole in più sulla cantina che produce questo Corpinnat.

E’ una piccola ma valorosa realtà collocata a Vilobi del Penedès e appartenente dal 2020 al gruppo di produttori che hanno investito nel “cambio di rotta”. Dapprima i proprietari coltivavano l’uva per poi rivenderla ai produttori di massa del Cava, ma dal 2005 decisero di investire in una produzione più sensibile al territorio e alla sostenibilità, e orientata a valorizzare la qualità dei loro vini.

Il loro Corpinnat Memòria è uno spumante che vale la pena assaggiare per conoscere più da vicino questo territorio, ma volendolo collocare come vino in generale si accosta volentieri a portate anche abbastanza saporite, qualche primo piatto a base di pesce o secondi piatti a base di carne.

AM