Wine trip Sicilia: seconda parte con Tenuta La Favola

Enozioni

Cari amici, comincio questo articolo che sarà dedicato alla mia esperienza con la bellissima realtà siciliana di Tenuta La Favola, sapendo che non riuscirò davvero a raccontarvi a parole tutte le emozioni provate durante la mia visita!

Si è trattato infatti di un viaggio non solo nel mondo vino, ma anche nel cuore di un territorio che lascia qualcosa di più profondo dentro. Sarà stata l’atmosfera, le chiacchere, il vino sicuramente! Ma tutto quello che ho vissuto in un paio di ore trascorse a Tenuta La Favola è qualcosa che ancora mi porto dentro come se fossi tornato ieri dal viaggio.

Con questo articolo però torno anche a condurvi nella Sicilia di Noto e dintorni e della sua produzione vitivinicola. Un wine tour cominciato già con un recente articolo che potete tornare a leggere se siete curiosi di approfondire questa zona di produzione!

Comincio quindi a raccontarvi questo viaggio fatto di emozioni. E di eno…zioni 🙂

La sedia

Una breve frase è riportata sulla brochure dedicata alle informazioni sull’azienda e le sue produzioni. Recita così:

La cosa più bella che abbiamo da offrirvi è sedere a chiacchierare davanti all’infinito e farvi sentire d’un tratto in pace con voi stessi. 

Quando sono arrivato a Tenuta La Favola, non lo sapevo ancora, ma le cose sarebbero andate proprio così!

L’immagine riportata sul davanti della brochure è quella di una sedia rivolta verso il paesaggio, immenso e mite, ancora così impresso nella mia mente. I vigneti che scendono insieme ad altre coltivazioni della zona, il mare blu in fondo.

Io e Giulia arriviamo in azienda verso le quattro del pomeriggio. Nonostante il sole ancora alto, si percepisce nell’aria che di li a poco la sera calerà teneramente arricchendo il cielo di colori pazzeschi.

Ci siamo guardati un po’ sperduti, ci sembrava quasi di esserci persi all’ingresso di una proprietà privata, ma una volta varcato il porticato che dava alla vista pazzesca e rilassante, vediamo Valeria, colei che ci avrebbe condotto in questo viaggio, seduta su una sedia sdraio ad ammirare il suo stesso paesaggio.

Ci accoglie con una tenerezza già percepibile dalla sua voce pacata e a modo. Non siamo solo dei clienti, siamo davvero degli ospiti. Ci stava aspettando per cominciare a raccontarci la storia di Tenuta La Favola, la storia sua e del marito Corrado, come se di fronte a quel paesaggio avessimo aperto un romanzo.

“Non vogliamo fare il miglior vino del mondo, ma un vino che dentro conservi questo piccolo pezzo di mondo.”

Il motto di Corrado, una piccola poesia libera e leggera come la sensazione che si avverte stando seduti lì ad assorbire tutto il racconto.

wine tasting presso Tenuta La Favola (Noto)

azienda Tenuta La Favola

Un progetto cominciato duecento anni fa

Tenuta La Favola è l’azienda più antica del territorio di Noto, e la sua storia inizia, pensate, già nel lontano 1848! Arrivati alla quinta generazione con Corrado Gurrieri, che ottiene l’azienda nel 1989. Quando Corrado preleva l’azienda, la mentalità del tempo era quella di far rendere al massimo i terreni, cercando di ottenere quindi molta produzione.

Lui tuttavia decide di andare controcorrente e di adottare la filosofia di dedicarsi alle vigne nel massimo rispetto della natura e dei suoi tempi. Non solo: decide sin da subito di convertire la viticoltura a regime biologico, pur facendo un salto nel buio. Non c’era infatti uno storico, se ci fossero stati problemi da affrontare, sarebbero stati i primi a capire come.

Siamo in un territorio generoso e ideale per la produzione di buoni vini, collocato nella punta più a sud della Sicilia, che gode dell’influenza dei mari Ionio e Tirreno e di costanti ventilazioni. 12 ettari di terreni vitati in collina, in mezzo ai filari i banchi di terra bianca durissima a base calcarea. I filari sono curati con la tecnica dell’inerbimento: l’erba non viene falciata ma “schiacciata”, dunque il terreno mantiene l’umidità e le radici conferiscono maggiore ossigeno alle piante.

I trattamenti: rame sì, ma soprattutto zolfo e propoli. Un’intuizione porta inoltre l’azienda a collocare delle piante di rosmarino all’inizio dei filari: normalmente la pianta “sentinella” è la rosa, ma a queste temperature non resisterebbe. Il rosmarino è invece più tenace, inoltre ha poco bisogno di acqua.

vigneti azienda Tenuta La Favola

I vigneti sono infine piantati con sistema a spalliera, più adeguato alla grande insolazione e ventilazione.

Inutile dirvi forse quanto bello sia camminare in un territorio del genere! Si avverte anche la presenza di una ricca biodiversità che vive tra i vigneti, mentre la brezza proveniente dal mare continua a soffiare come una cantilena che non accenna a diminuire.

Il museo e la cantina

Nonostante io vi abbia elencato soprattutto alcune note “tecniche” nel paragrafo precedente, durante la visita assorbo tutte queste informazioni avido di conoscere tutto quello che mi viene raccontato. Il telefono non prende, non posso fare alcuna “story” o condividere subito quello che sto vedendo. Pazienza! Penso, quello che sto vedendo non avrò occasione di rivederlo tanto presto, voglio ricordarmi di tutto quello che sto vedendo e imparando ora!

Quante volte ragazzi diamo più importanza a catturare istantanee che a goderci l’esperienza? Ne parlo con Valeria, che mi fa riflettere rispondendo “dipende tutto dalla sensibilità con cui vuoi guardare il mondo”.

Ci accompagna in cantina in uno spazio da lei concepito e nel tempo arricchito. Si tratta di una sorta di “museo” predisposto nella vecchia zona di lavorazione del vino, attiva fino alla vendemmia del 1996. Qui Valeria ci indica come avvenivano le varie fasi di lavorazione del vino, che purtroppo fatico un po’ a spiegarvelo attraverso la foto!

Tenuta La Favola, museo

Valeria ci svela che l’intenzione futura sarà quella di apportare adeguamenti e bonifiche alle antiche vasche di vinificazioni in modo da tornare a renderne operative due e mostrare come si faceva il vino allora. Quindi spero che nel frattempo possiate andare a godervi l’esperienza dal vivo 😉

A me lascia molto colpito il museo e tutta la storia che trapela da ogni singolo arnese da lavoro recuperato ed esposto, e dal racconto di Valeria nel ripercorrere le varie tappe della lavorazione del vino. Qualche cornice appesa riporta la stampa dove si attesta la presenza dell’azienda già ai tempi di Federico II, ragazzi davvero stupendo immergersi qui!

documento storico Federico II Tenuta La Favola
Documento storico risalente ai tempi del Regno delle Due Sicilie sotto Federico II

Di fronte al “museo”, una fila di anfore lascia intuire che del vino vi stia riposando dentro. Sono anfore in gres, un contenitore che Tenuta La Favola ha deciso di adottare anche nell’ottica di abbandonare l’impiego del legno per l’affinamento. L’idea infatti è quella di lasciare più intatte possibili le caratteristiche del vino, apportando così anche maggiore “pulizia” da sentori terziari e individualità dei singoli vitigni.

Vi sono inoltre tre vasche in pietra spesse 80 centimetri circa, rivestite al loro interno con vetro. Tali pareti spesse consentono di mantenere in modo adeguato le temperature, senza dunque refrigerare esternamente il prodotto.

Anfore in gres Tenuta La Favola

I vini

Per la degustazione torniamo nel porticato principale. Ormai abbiamo assorbito tantissime nozioni ed emozioni, il sole ha continuato a calare lentamente per ospitare le prime ore della sera, e il cielo si è dipinto di un bel rosa aranciato. Ve l’ho detto: l’atmosfera qui è davvero bellissima!

ll bianco DOC: Grillo + Moscato

Il primo assaggio è un bianco (che poi ho scoperto diventare il mio assaggio preferito!) da uve Grillo e Moscato. Quelle del Moscato sono uve vendemmiate da vigne vecchie, collocate quasi a ridosso del mare, su una terra bianca e calcarea. Il colore ci introduce questo vino con un paglierino intenso, seguito da un’analisi olfattiva resa stuzzicante dalla bella complessità di questo bianco. Inizialmente si percepisce quasi una nota fragrante, di lievito, poi si fa strada un floreale fine e delicato. Note mentolate e di talco, un po’ di salsedine, mandorla e una punta di bergamotto quasi seducenti. In bocca alterna sensazioni morbide a una piacevole freschezza, per concludersi con un’avvolgenza che stimola subito la voglia di bere un altro sorso.

Mi sembra un vino al tempo stesso così…polivalente! La situazione è quella giusta, una degustazione in un contesto di mare, immersi in una pace indescrivibile, e mi sembra quasi quello il momento migliore per degustare questo vino. Poi però mi rendo conto che starebbe bene in tante altre situazioni e allora non ho dubbi, proverò un abbinamento che gli si addica 😉

vino bianco Sicilia DOC Tenuta La Favola

Fravolato: il Frappato

Per la prima volta incontro questo vitigno tipico siciliano! Passiamo a una proposta più fresca e di “pronta beva”, un’interessante proposta che si fa spazio tra altri rossi siciliani più robusti e decisi. Il colore, solitamente abbastanza scarico, qui si presenta con una tonalità abbastanza carica e vivace. Al naso si alternano amarena, spezie dolci, radice di ginger, mentre in bocca è mediamente corposo, con una bella acidità che pulisce e rinfresca il palato.

Un vino che fa piacere avere in cantina anche perché è uno dei pochi rossi che si prestano bene ad accompagnare le portate a base di pesce! Tonno, cernia o pesce spada.

Fravolato, vino rosso Frappato Tenuta La Favola

F’Avola: Nero d’Avola DOC Eloro

Un Nero d’Avola che mi rimanda subito a un’immagine tipica della Sicilia. Quella Sicilia fatta di colori, di spezie e di varie sfumature date dalle secolari contaminazioni etniche, una Sicilia golosa coi suoi carretti pieni di frutti maturi e pomodori messi ad essiccare al sole. In questo calice ci sento tanto di questi profumi e sensazioni siciliane, che solo andando sul posto potrete assorbire dentro di voi e continuare ad apprezzare anche tornati a casa!

Spezie dolci, fichi polposi e maturi, fiori rossi un po’ secchi. In bocca una gran bella acidità, quella punta di “pepe” immancabile in una Sicilia che conquista e rapisce a ogni sorso ed ogni boccone! Tannino e corpo equilibrati.

Questo vino fa 10 mesi di passaggio in botte, ma dal 2020 l’azienda uscirà con una nuova proposta per questa DOC che prevede il passaggio in anfora di gres a sostituire quello in legno. Ne spilucchiamo un sorso dalla cisterna: davvero molto interessante, perché il vino risulta più diretto ancora, senza la “contaminazione” del legno. Lo aspettiamo con piacere!

Nero d'Avola La F'Avola, azienda Tenuta La Favola

Refosa: il Moscato di Noto

Non potevamo non finire in bellezza con una bella nota dolce! D’altronde questa zona è famosa soprattutto per questa DOC, che prevede l’impiego di Moscato bianco 100% e la produzione nei comuni di Noto, Rosolini, Pachino e Avola.

Il nostro passito si presenta con un colore ambrato, profumi balsamici, di fico d’india maturo, petali di rosa, albicocca secca, una punta di mallo di noce e infine agrumi e mandorla. Avvolgente e morbido, sostenuto da una giusta freschezza, è piacevolmente persistente in bocca.

vino passito Moscato di Noto Doc Refosa azienda Tenuta La Favola

Per finire…

Raccontarvi questa realtà è stata per me un’emozione speciale ed è un articolo che ha richiesto più tempo del solito ad essere scritto per il fiume in piena che avevo voglia di raccontare, e che comunque ho limitato all’essenziale!

Non voglio raccontarvi che Tenuta La Favola è il migliore vino siciliano che avrete occasione di bere. Come dice Corrado, non hanno la pretesa di fare il vino più buono del mondo…

Quello che è certo è che il vino che troverete qui saprà emozionarvi, e lo farà anche una volta tornati a casa ogni volta che vi ricorderete di dove siete stati! Questo è il bello di portarsi a casa non solo vini buoni, ma anche solide esperienze da raccontare 🙂

Spero di avervi incuriosito!

Alla prossima

con Valeria e Corrado, Tenuta La Favola

 

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