Paolo Nenci e la BiB Revolution: il rilancio del bag-in-box

Wbag®️: il vino che non ti aspetti

Paolo Nenci: vi ricordate questo nome?? Ve ne ho parlato nello scorso articolo raccontandovi il suo Klusium rosso!

Oggi però voglio parlarvi di  BiB Revolution, un progetto pensato da Paolo che ha come protagonista ovviamente il vino, ma in una “forma” che non ci si aspetta.

Stiamo parlando infatti del bag-in-box, che non è un’invenzione di Paolo, ma uno strumento di cui Paolo si sta servendo per lanciare una nuova sfida. Dite la verità, che cosa pensate del vino in rubinetto? Probabilmente che si tratta di un vinaccio scadente da pochi soldi, che fa venire il mal di testa e da poracci.

Bene, la sfida del mio amico Paolo è proprio quella di cominciare a farvi cambiare idea su questa concezione ormai antiquata di quello che invece è, oggi, il bag-in-box. Molti produttori come lui lo hanno introdotto da tempo nelle loro aziende, ma con la sua Wbag®️, Paolo è il primo a volerci mettere la faccia.

Come? Anzitutto con un deciso rilancio di immagine di questo contenitore visto da sempre con molta diffidenza. Sia dal punto di vista della qualità del vino contenuto in Wbag®️, sia dal punto di vista estetico, con alcune novità che presto verranno svelate.

L’iniziativa che è stata accolta subito con largo ed inaspettato entusiasmo, anche in un momento così particolare come quello del Covid.

Ma andiamo per step.

Il BAG-IN-BOX  nel tempo

Vorrei lanciarvi subito una provocazione forte: acquistereste mai un bag-in-box se vi dicessero che dentro vi è contenuto un Sassicaia? Probabilmente pensereste subito a una mega bufala, ma se poi magari sapeste che il vino contenuto nel cartone proviene dalla stessa azienda del Sassicaia magari un pensierino lo fareste…Quindi magari di questo si tratta: non è che avete pregiudizi tanto sul bag-in-box in sé ma sul vino che potenzialmente vi è contenuto, è così?

Dal 1965 ad oggi

La nascita di questo rivoluzionario contenitore risale al 1965, quando l’australiano Thomas Angove propose per primo l’idea di vendere il vino nelle sacche di plastica poi inserite nel cartone. Il successo del bag-in-box, perfezionato anche dall’introduzione del sistema a rubinetto, favorì inizialmente quei produttori che puntavano alla quantità piuttosto che alla qualità. Nonché quelle aziende commerciali di fascia di prezzo bassa. Solo nel 2003 hanno cominciato a usufruirne anche aziende qualitativamente interessanti.

Dal mese scorso, (aprile 2020!), è con Paolo Nenci che si rimette in discussione tutto e si punta a valorizzare anche questa offerta di mercato che interessa non pochi consumatori, abituati a bere vino sfuso e non in bottiglia.

Nel frattempo infatti, sono anche cambiati  proprio i consumatori, ormai più esigenti (a ragione) anche nei confronti del vino varietale, quello consumato tutti i giorni. Mal di testa, pesantezza e acidità, sono ormai difetti inaccettabili per chiunque voglia gustarsi un calice di vino a pasto senza conseguenze! Perché mai infatti chi sceglie per un consumo abituale vini non imbottigliati non dovrebbe beneficiare di un buon calice di vino?

BAG-IN-BOX: chi può provarlo

Nel mio lavoro è sicuramente soddisfacente vendere e raccontare una bottiglia di vino, il suo produttore e territorio, come degustarla al meglio e con quali cibi. Ma al tempo stesso anche la clientela del vino sfuso va accontentata, proponendo vini varietali sani e buoni.

 Ad oggi tuttavia la vendita del bag-in-box è indirizzata a tutti! Esatto, anche a chi solitamente compra soprattutto bottiglie di vino. Non voglio intendere che la qualità del vino sia la stessa ovviamente, ma che facendo un’accurata selezione, si può bere anche il vino da tutti i giorni senza rinunciare a un bicchiere di qualità. La maggior parte delle aziende italiane produce inoltre ad oggi vini di qualità,  garantendo salubrità e gusto anche da quelli di primo consumo.

Qualità e praticità

Il bag-in-box che come vi ho anticipato è già da diversi anni sul mercato, e oggi più che mai si rivela uno strumento che ha messo d’accordo due generazioni.  Quella dei nonni che imbottigliavano a partire da enormi damigiane di vino (con tutti i lati negativi del caso), e quella dei giorni nostri, dove non c’è più tempo di fare questa tradizionale pratica e serve qualcosa di sbrigativo e comodo (e ovviamente buono!).

Se ci pensate d’altronde, tutti i vini prima di finire in bottiglia sono…sfusi! A far la differenza come sempre tra un vino di buona o cattiva qualità è sempre la mano di chi lo produce dalla vigna alla cantina.

Nessuna rogna di imbottigliamento quindi se non avete gli strumenti e lo spazio per farlo. Il vino si conserva per molto tempo senza deperire, perché la sacca contenuta all’interno si svuota man mano senza lasciare aria all’interno! Sono pratici da usare: esistono contenitori da 3, 5, 10 litri! Quindi se ve ne serve poco, stanno pure comodamente in frigo.

E se dovete andare a fare qualche picnic o grigliata da amici sono perfetti!

Inoltre sono contenitori più igienici, i vini al loro interno più stabili, meno soggetti a fermentazioni indesiderate e ossidazioni.

Cambiamo idea! La Wbag®️ è servita

Sono contento di sostenere l’idea di Paolo di rilanciare l’immagine del bag-in-box con la sua Wbag®️, e smentire a mia volta una convinzione che ormai dovrebbe appartenere solo al passato! Sicuramente una scelta audace e impopolare, ma necessaria per sfatare alcuni falsi miti.

Sì, una volta il vino varietale era soprattutto vini di bassissima qualità.

Sì, ancora oggi esistono anche aziende che mettono dentro al bag-in-box vino scadente (e da pochi soldi). Vi ricordo però che non è più nobile acquistare una bottiglia se la pagate 1,50 euro perché “tanto è in bottiglia….”!

Il mio consiglio è: fatevi guidare. Molti clienti con cui lavoro in effetti non erano nemmeno a conoscenza del bag-in-box, e una volta provato si sono trovati bene!

Non mancano anche i contro, è vero: ad esempio non è un sistema attualmente impiegabile per i vini frizzanti, e non potete riempirlo una seconda volta. Inoltre, sono sicuramente meno affascinanti da portare in tavola rispetto una bottiglia, ma si può rimediare anche a questo!

Paolo ad esempio come vi dicevo ha pensato anche a un nuovo look per rilanciare il bag-in-box anche esteticamente, e presto vedrete di che si tratta!

… fidatevi!

La Wbag®️ di Paolo è la sintesi di tutto quello che vi ho detto finora: un contenitore bello con cui portarvi a casa vino buono, che porterà la firma Nenci.

“Può un bag-in-box offrire un vino inaspettato?” recita il motto del progetto di Paolo sulla pagina Instagram dedicata a Wbag®️. La risposta è…SI’!

Cos’altro vi serve per spingervi oltre la curiosità??

Vi rimando a questo link, dove potrete trovare tutte le informazioni su Paolo e il suo progetto con molte più informazioni di quelle che vi ho detto io qui brevemente, sono sicuro che rimarrete soddisfatti! Tra l’altro approfittatene perché nel suo sito troverete la possibilità di scaricare un e-book gratuito con tutti i dettagli che rispondono ai vostri dubbi.

Poi voglio sapere la vostra, quindi non esitate a scrivermi!

Alla prossima 😉

Paolo Nenci

Crediti immagine: Paolo Nenci

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