Dinamici
Cantina Kurtatsch si trova lungo la suggestiva Strada del Vino dell’Alto Adige, e già il viaggio per raggiungerla è parte dell’esperienza: ci si immerge tra i bellissimi e verdissimi meleti, accompagnati da un panorama che rende difficile non fermarsi ad ammirarlo.
Poi, all’improvviso, ecco comparire la cantina. Una struttura moderna, recentemente rinnovata, che colpisce già al primo sguardo e anticipa quella che sarà una visita decisamente piacevole.
Una volta varcato l’ingresso, infatti, l’impatto non è soltanto estetico. Gli ambienti sono ampi, confortevoli e curati nei minimi dettagli, con un ordine quasi rigoroso che però non rinuncia a trasmettere calore. Il percorso culmina nella bellissima sala degustazione e nella terrazza panoramica, dove è possibile accomodarsi e godersi un calice di vino immersi nel paesaggio.
Solitamente preferisco gli ambienti più raccolti delle cantine di piccole dimensioni, ma in questa realtà altoatesina, che per certi versi trasmette anche una sensazione di lusso, riesco comunque a percepire una piacevole intimità.
Ed è forse proprio questo uno degli aspetti che mi hanno colpito di più: una realtà moderna e dinamica, ma che non sembra avere dimenticato le proprie radici.
La filosofia aziendale guarda all’innovazione e al futuro, ma allo stesso tempo porta avanti una tradizione costruita negli anni grazie al contributo delle 190 famiglie che ancora oggi lavorano in casa Kurtatsch.
E se c’è un elemento che più di ogni altro sembra voler essere comunicato al visitatore, è proprio il terroir.
Un percorso guidato da pannelli illustrativi accompagna attraverso i diversi ambienti della cantina, permettendo di conoscere le caratteristiche del territorio e le peculiarità che questo riesce a trasmettere ai diversi vini. Non mancano i riferimenti alla storia dell’azienda, che permettono di ripercorrerne le origini e le tappe più importanti fino ai giorni nostri.
Il risultato è una visita a 360 gradi, capace di mettere insieme architettura, territorio, storia e naturalmente vino.


La barricaia
Esplorando i vari locali di cantina Kurtatsch, altrettanto suggestiva è la barricaia, che vanta di una collocazione mozzafiato pur trovandosi nei sotterranei. Intorno alle varie file di botti si scorge infatti la preziosa pietra dolomia, che tanto caratterizza parte del terroir locale, come se si trattasse di una piccola grotta. Una vista meravigliosa! Decisamente una delle barricaie più suggestive che ho potuto apprezzare finora. Qui il vino riposa lentamente circondato anche da un religioso silenzio: non vola davvero una mosca.


I vini
La mia degustazione si è soffermata soprattutto su alcuni vini bianchi, fiore all’occhiello a mio avviso della produzione di Kurtatsch, ma senza mancare di qualche altro interessante assaggio. Piccola nota di merito anche all’estetica delle bottiglie, con etichette curate ed eleganti in rilievo.
In realtà cominciamo proprio dalla loro bollicina, etichetta di recente introduzione, il 600 Blanc de blancs, Chardonnay in purezza pas dosé. Un 20% delle uve è affinata in barrique, e la sosta sui lieviti è di circa 50 mesi. Un prodotto fine ed elegante, la bollicina cremosa, il gusto secco e sapido.
A colpirmi successivamente è Graun, un Muller Thurgau, servitomi erroneamente dell’annata 2016 al posto della 2019 che volevano aprirmi per farmi apprezzare l’evoluzione del vino. E con questo piccolo errore ci sono comunque riusciti benissimo perché in effetti ancora di più nella 2016 si coglie un vino che nonostante sia apprezzabile in gioventù per la sua freschezza e fragranza, con l’evoluzione acquista toni maturi molto intriganti.

Il loro Arenis è invece un Gewurztraminer che decido essere attualmente quello che più è riuscito a conquistarmi, non essendo io molto amante di questo vino. Ha una bella personalità aromatica, come si richiede a un Gewurztraminer, ma senza essere opulento ed invadente. Se ne apprezzano le sfumature, ma anche il garbo e la delicatezza che lo contraddistinguono da altri Gewurztraminer decisamente troppo decisi. Buona anche la versione riserva, più matura e ricca.

Ottima aromaticità anche da parte del loro Sauvignon, un tocco di fresco super gradevole, fra sfumature vegetali ed agrumate, giusto equilibrio fra acidità e sapidità, bevuto davvero volentieri.
Fra i vini rossi invece ho apprezzato molto il loro Pinot nero linea base, pulito e lineare con una piacevolezza di beva davvero notevole.
Chiudono infine la degustazione due chicche passite, un Moscato rosa e un Gewurztraminer davvero irresistibili!

L’azienda offre una buona varietà di vini quindi ho elencato solo quelli che fra quelli degustati effettivamente mi hanno colpito di più, ma vale certamente la pena approfondire tutta la gamma.
AM