La realtà di Carmignano attraverso i vini di Tenuta di Capezzana

Quanta storia può esserci dentro un calice?

Capezzana, un nuovo posto del cuore che voglio raccontarvi oggi. Siamo a Carmignano, presso Tenuta di Capezzana, dove sono stato in occasione del terzo #blindbloggertasting. Per la prima volta sono stato a contatto diretto con un’azienda che trasuda storia e che ci è stata abilmente trasmessa da Filippo Contini Bonacossi.
Filippo conduce ad oggi Tenuta di Capezzana, ma nonostante i molteplici riconoscimenti ottenuti negli anni, desiderava potersi confrontare con tanti ragazzi e ragazze giovani. Ecco perché ha deciso di ospitare l’ultima edizione del #blindbloggertasting facendosi portavoce del proprio territorio e della propria azienda attraverso i suoi vini!

Quanta storia può esserci dentro un calice? Non me lo sono mai chiesto prima del mio arrivo a Capezzana, dove Filippo ci ha guidato con passione ed esperienza.

Quella del Carmignano è una vicenda un po’ lunga e travagliata, e solo nel tempo ha saputo rivendicare la propria identità come territorio e come vino. Oggi è riconosciuta come DOCG, slegandosi definitivamente al Chianti e rivendicando la propria fetta di importanza nella realtà enoica toscana. Anche se non è ancora valorizzata del tutto come dovrebbe, e per questo vi consiglio con questo articolo di andarla ad esplorare e conoscere da vicino!

Solo 13 aziende producono in questa zona: qui l’esposizione solare è ottimale e i suoli sono eterogenei. Durante il #blindbloggertasting siamo andati a zonzo per i vigneti a bordo di imponenti fuoristrada che ci hanno guidato tra ulivi e vigneti!

fuoristrada Tenuta di Capezzana  vigneti Tenuta di Capezzana

A Tenuta di Capezzana anche i muri trasudano storia e aneddoti. Difficile non immaginare come doveva essere percorrere i corridoi della cantina sotterranea 30, 40, 50 anni fa! La vicenda storica che più mi ha affascinato è che durante il fascismo le bottiglie conservate nei sotterranei della Tenuta si salvarono e non vennero perdute. Nessuna autorità infatti venne mai a sapere del “tesoro” che era conservato nei loro sotterranei, e che tutt’oggi potete ammirare di persona.

botti Tenuta di Capezzana  bottiglie storiche Tenuta di Capezzana

La parte invece più magica è stata quella della Vinsantaia, forse il luogo più intimo della Tenuta. Qui si respira la magia dei sentori del vino che matura nelle caratelle: nocciole tostate, miele, legno…impossibile contenere gli aggettivi! Ma si respira soprattutto ancora tanta storia e passione coltivate nel tempo per creare un vino unico e spettacolare. Quando abbiamo visitato la Vinsantaia, i racconti di Filippo si sono arricchiti del contributo di quelli di suo fratello maggiore e di sua sorella Benedetta. Il Vin Santo di Tenuta di Capezzana nasce oggi proprio dalle sue amorevoli cure: Benedetta controlla infatti scrupolosamente ogni fase della produzione di questo nettare, e ce ne ha parlato con trasporto ed energia!

Filippo Contini Bonacossi nella Vinsantaia Caratelle, Vinsantaia Tenuta di Capezzana

I vini di Tenuta di Capezzana

Trebbiano 2017

Trebbiano azienda Tenuta di Capezzana

Si parte alla grande con questo bel bianco a base Trebbiano! Un vino nato dalla volontà di valorizzare questo vitigno, che vede la sua prima annata di produzione nel 2000. Un leggero passaggio in barrique arricchisce le qualità organolettiche di questo Trebbiano, che rivela piacevoli emozioni al naso e in bocca.  I sentori olfattivi sono infatti abbastanza intensi e ricchi di una certa complessità. Si percepiscono belle note di vaniglia, legno, radice di liquirizia, mandorla. In bocca è equilibrato, ricco, e piacevolmente persistente.

Barco Reale di Carmignano 2016

Un “baby” Carmignano, un giovanotto in sella su una motocicletta con i Ray Ban e i sogni di gloria. Sangiovese, cabernet sauvignon, cabernet franc e colorino uniti per un vino fresco e quasi immediato, scorrevole. Morbido e fruttato al naso, piacevole ed equilibrato tannino in bocca, giusta struttura e sostanza, buona persistenza gusto-olfattiva.

Villa di Capezzana 2015

Continuano le emozioni e Villa di Capezzana 2015 è forse il mio preferito tra tutti quelli degustati. Un vino “storico”, prodotto già nel 1925. Si tratta di un Carmignano DOCG a base Sangiovese (80%) e Cabernet sauvignon (20%), ed è un vino che ancora non finisce di stupirmi. Colore pazzesco, profumo pazzesco, sapore altrettanto pazzesco! Villa di Capezzana è un piccolo scrigno di sentori intensi, dove emerge soprattutto una bella nota fruttata. In bocca è pieno, avvolgente col suo tannino ricco ma abbastanza morbido, e una piacevole acidità che lo sostiene. Lo adoro!

Villa di Capezzana 2008

Se non vi avevo ancora convinto della grandezza del vino che vi ho appena descritto, vi ricrederete assaggiando il 10 anni appena compiuti con l’annata 2018. Una parte delle bottiglie di Villa di Capezzana viene infatti conservata per riproporle 10 anni dopo sul  mercato. Un vino unico in continua evoluzione, emozionante e longevo . Vi posso garantire che assaggiando questo vino ho immaginato che fosse stato fatto l’altro ieri, e che avesse ancora una bella vita davanti a sé! Anche se a volte un vino è bene berlo subito, fate come me: mettetevene via una bottiglia da aspettare un po’ di più!

Villa di Capezzana 2008, rosso di Tenuta di Capezzana 2008

Trefiano Riserva 2015

Con Trefiano nasce un vino prodotto in piccole quantità dalle due vigne che circondano la Villa di Trefiano, risalente al 1500. Qui il territorio è generoso e quello che nasce è un vino elegante e complesso ottenuto da Sangiovese, Cabernet Sauvignon e Canaiolo. Questa Riserva di Carmignano DOCG si presenta con un carattere quasi aristocratico, descritto da sentori olfattivi ampi e intensi, fruttati e speziati, e da quelli gustativi ricchi e complessi. In bocca è esplosivo, ma si apre pian piano rivelando quasi con grazia ogni singola qualità che racchiude.

Trefiano vino rosso Tenuta di Capezzana

Ghiaie della Furba

Questo vino prende il nome dal torrente Furba, in quanto sul cui terreno ghiaioso e alluvionale circostante sorgeva la prima vigna dedicata a questo taglio bordolese. Ghiaie della Furba è infatti un vino di ispirazione bordolese, che attualmente prevede però l’impiego del Syrah al posto del Cabernet Franc utilizzato originariamente.

Le uve sono vendemmiate in momenti diversi: Merlot a inizio settembre, Syrah a fine settembre, e Cabernet Sauvignon nei primi di ottobre. Il vino effettua passaggio in barrique e si esprime con corpo e carattere abbastanza robusto, intensità e avvolgenza, sentori olfattivi e gustativi volti al sottobosco e alle spezie. L’annata 2015 che abbiamo degustato mi lascia la sensazione che sia un vino da aspettare, perché si esprimerà al meglio tra un po’ di tempo!

vino rosso Ghiaie della Furba, Tenuta di Capezzana

Considerazioni finali

Questa carrellata di vini mi ha aiutato a conoscere un territorio unico che non conoscevo, e sono davvero grato a Filippo per avermi trascinato con trasporto in questa scoperta! Sono ovviamente anche grato a Fabio, Francesco e Thomas per aver scelto questa come meta del #blindbloggertasting e aver permesso così un piacevole incontro con questa realtà enoica!

E voi #winelovers che ancora non ci siete stati, andate a conoscere di persona Tenuta di Capezzana, e lasciatevi immergere in un viaggio ricco di storia, ottimo vino e tanta passione per questo splendido mondo!

 

Alla prossima!

 

Alessandro Minto con Filippo Contini Bonacossi

 

 

 

 

Seguimi anche su:

Alessandro

Lascia un commento

Torna in alto
Facebook
Facebook
Instagram
Follow by Email
LINKEDIN
RSS