56esima edizione di Vinitaly
Anche quest’anno Verona è stata per qualche giorno un enorme punto d’incontro per il mondo del vino: produttori, professionisti, appassionati e, soprattutto, tantissime realtà da scoprire. Tra gli assaggi e gli incontri di questa 56ª edizione, ho raccolto diversi appunti. E, mettendoli in ordine, mi sono reso conto che sarebbe stato dispersivo racchiuderli tutti in un unico articolo.
Ho quindi deciso di dedicare una serie di piccoli focus ai vini e alle realtà che, per un motivo o per l’altro, mi hanno lasciato qualcosa. E’ stato complessivamente un Vinitaly più “casual” di altri, non avevo un obiettivo specifico, me lo sono vissuto più da appassionato che da operatore.
Prima parte
Finigeto -“2005” Oltrepò Pavese metodo classico pas dosè
Vinitaly 2024 per me è cominciato con una buona bollicina dall’Oltrepò Pavese, il 2005 Brut di Finigeto, si parte quindi da un buon Pinot nero metodo classico, minimo 24 mesi sui lieviti. Fragrante, buono, dotato di bella freschezza e note di fiori bianchi.

Corte Sermana – “Pintade” Lugana metodo classico
Corte Sermana a due passi dal bellissimo Lago di Garda. La proposta vini che punta molto sull’emblematico Lugana, mi ha convinto sia nell’assaggio dei vini fermi, che delle bollicine. In particolare il loro metodo classico Pintade. 100% da uve Turbiana, affina per almeno 48-60 mesi sui lieviti. Bello, fragrante, minerale, dall’ingresso giustamente morbido e finale sapido.

Barone Pizzini – “Bagnadore” Franciacorta DOCG Riserva
Restiamo in Lombardia con l’assaggio di alcuni Franciacorta di casa Barone Pizzini, storico produttore, di cui mi ha molto colpito il rosè (80% Pinot nero, 20% Chardonnay), ma soprattutto il Bagnadore. Bollicina di grande struttura e raffinatezza, elevata da un adeguato passaggio in legno. Spicca molto per la complessità olfattivo-gustativa regalando belle sfumature al naso tanto al palato.

Tenuta Rocca – Alta Langa DOCG
Tenuta Rocca, realtà di cui ho parlato diverse volte, mi regala sempre belle soddisfazioni. Con l’occasione di un saluto ho potuto provare alcune nuove annate, ma ci tengo a segnalare in particolar modo il loro Alta Langa. Bollicina fine e fresca, dai piacevoli richiami agrumati di cedro e minerali. Mi piace molto questa neo affermata realtà spumantistica italiana e la sto scoprendo piacevolmente.
Meritevole di considerazione anche il loro rosato, sempre intrigante e di buona personalità. Quest’anno ha anche un colore ancora più pazzesco dell’annata precedente per cui la voglia di degustarlo è immediata. Al palato ha un equilibrio fantastico, considerato il recente imbottigliamento. In generale l’equilibrio è un “pro” dei vini dell’azienda, che riesce ad offrire vini anche molto complessi dotati di grande beva sin da giovani.

Vietti – “Perbacco” Nebbiolo 2021
Finalmente faccio la conoscenza dei vini dell’azienda Vietti che da tempo mi incuriosiva approfondire. Le 4 etichette assaggiate mi sono piaciute tutte, ma in particolare il loro Nebbiolo Perbacco 2021, considerato un piccolo “Barolo” poiché la maggior parte delle uve di Nebbiolo arriva dalla zona di produzione del loro Barolo. È un vino giovane ma che già gode di buon equilibrio e complessità. Il tannino in particolare, vivace ma non tagliente. Un vino intenso nelle sue note principali di cuoio, sottobosco e fresche note vegetali.

Le Calendre – “Istadèla” Rosso Veronese 2019
La Valpolicella che piace a me è ben rappresentata dall’azienda Le Calendre, realtà giovane ma ben promettente. Di loro apprezzo un po’ tutti i prodotti, dotati di una bella profondità e complessità, ma mi soffermo in particolare sul loro rosso Istadèla IGT. Penso che i produttori della Valpolicella quando fanno anche il “Rosso veronese” in qualche modo ci mettono quel tocco in più, quella sorta di firma che li contraddistingue nonostante la qualità della linea Valpolicella.
Questo succede anche con questa proposta de Le Calendre. Istadèla richiama l’estate di San Martino, periodo durante il quale l’aria si riscalda in modo singolare. In questo periodo le uve vengono pigiate, dopo aver subìto un appassimento di circa 40-50 giorni. E’ il Cabernet Sauvignon ad unirsi alle uve tipiche della zona che insieme danno vita ad un vino intenso e ricco, dalla tempra robusta e dai profumi ampi e terziari.

Tudernum – Grechetto di Todi
Capito al banchetto di cantina Tudernum quasi per caso, e vengo subito attirato da una bottiglia che mi piace molto esteticamente. E’ il loro Umbria bianco, imbottigliato con tappo a vite la cui etichetta è molto pittoresca e particolare. Scopro che l’azienda è una cantina sociale di Todi, che punta a valorizzare molto l’autoctono Grechetto (ma non solo).
Il loro Umbria bianco è proprio un Grechetto assemblato a del Trebbiano, una proposta sbarazzina ma affatto banale, che invita alla beva grazie alla sua leggerezza ma al tempo stesso intensità di gusto. Le etichette degustate di Grechetto in purezza invece, mi hanno fatto approfondire un vitigno che regala grande piacevolezza, struttura e discreta complessità ai vini. Ottimo anche il Montefalco rosso e il loro Sagrantino.

Borgo Dus – Perera passito
Azienda già incontrata all’evento Alla Corte del Raboso, che avevo premiato per la produzione di uno dei Malanotte a mio avviso più meritevoli della degustazione. Per loro primissimo Vinitaly, accolti nella grande famiglia FIVI dei Vignaioli Indipendenti. Mi ha atteso una piacevole new entry, un Perera passito prodotto in edizione limitatissima. Squisiti i suoi sentori lievemente dolci e fruttati, dai richiami di frutta a pasta gialla, fragolina e freschi sentori floreali. Una vera chicca!

Alta Vigna – Taurasi Riserva della famiglia
Chiudo questa prima parte con un bel Taurasi Riserva di cantina Alta Vigna. È un vino che sa conquistare i palati esigenti in quanto non delude in termini di larga struttura ma anche raffinata complessità. Quello di Alta Vigna mi è piaciuto per i l’ampia intensità olfattiva, dai sentori officinali, caldi e mediterranei. Un palato strutturato e di corpo, dal tannino robusto, tuttavia ben equilibrato e piacevole.

Alla prossima con altri assaggi interessanti degustati a Vinitaly.
AM